Parma Agosto 1922

Quante volte con Stefano abbiamo parlato di David Bowie. Incontrato nei Seventies (io) e negli Eighties (lui). Fino a coglierlo, in tutta la sua iconicità, nel 2015 a Parigi, nella mostra kolossal intitolata Bowie is. Ancora una volta, a costo di ripetermi, parlerò del mio fortuito incontro con David. Credo, se non erro, fosse il 1970. Una domenica pomeriggio novembrina nell’affollatissimo mercatino di Camden Town, a Londra. Passeggiavo 18enne spensierato in compagnia di 2 amici più “anziani” di me: Mark Edwards e Peter Wills.
Mark, all’epoca produttore dei Jethro Tull e dei Curved Air, avrebbe in seguito prodotto Brian Eno e di conseguenza alcuni dischi degli U2. Curiosavamo divertiti fra le bancarelle quando vidi Mark e Peter fermarsi a salutare un loro caro amico: un tipo magrissimo con un cappottone di capra, denti lunghissimi e un viso equino (tipo Ornella Vanoni… me la ricordava tanto!). Me lo presentarono come la nuova stella nascente del rock, ma io ai tempi non parlavo bene inglese né sapevo esattamente chi fosse… se non che avesse inciso Space Oddity. Mi dissero è David Bowie e, puntualizzò Mark orgogliosissimo, «ha firmato un
contratto discografico passando dalla Decca all’RCA e sta incidendo un disco fantastico».
dall’introduzione di Ivan Cattaneo

Stefano Bianchi

My David Bowie
fotografie, interviste, recensioni

Prezzo: € 14,00
Pagine: 192
Formato: cm. 24 x 24
Legatura: Brossura
Collana: Soncini Editore
Uscita: novembre 2023
ISBN: 979-12-80485-35-9

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